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La controversa vicenda del relitto dell’Ancona


21 Ottobre 2009

Si dice che nelle casse di legno presenti nelle sue stive vi sia un tesoro del valore di decine di milioni di euro e per questo il relitto del piroscafo a vapore Ancona fa veramente gola a molti. Non si sa bene a cosa servissero tutte quelle monete d’oro stivate nella nave italiana, ufficialmente a pagamenti fra banche oppure a finanziare la presenza italiana all’Expo del 1915 a San Francisco, in realtà, secondo recenti scoperte, pare invece che servissero per pagare agli americani armi, biada, cavalli e muli acquistati in gran segreto dal governo italiano che si preparava alla guerra contro l’Austria. La guerra venne effettivamente dichiarata il 23 maggio 1915. Qualunque sia stata la ragione, il 7 novembre 1915, il Piroscafo Ancona era in navigazione alla volta degli Stati Uniti con a bordo circa 500 persone ed il suo prezioso carico composto da più di 100000 monete d’oro, tra cui le cosiddette “sovrane”. Mentre la nave si trovava in un tratto di mare compreso tra Sicilia e Sardegna venne attaccata da un sommergibile tedesco che però, secondo diverse testimonianze, issava una falsa bandiera austriaca. Al comando del sommergibile era il tristemente famoso comandante Max Valentinerche infischiandosene delle regole internazionali affondava qualsiasi nave avesse avuto la sventura di incontrarlo. Nell’affondamento dell’Ancona, con a bordo centinaia di emigranti che si dirigevano verso gli Stati Uniti, perirono 159 persone fra cui 9 americani. I naufraghi in gran parte vennero soccorsi da una nave francese proveniente dalla Tunisia, altri riuscirono ad arrivare a remi con le scialuppe fino a Malta e sulle coste tunisine.
Nel 1985 il relitto fu scoperto dai francesi ad una profondità di 471 metri e da allora si è scatenata una vera e propria caccia la tesoro che per ora purtroppo ha procurato solo seri danni all’imbarcazione. Il colpo di scena si è avuto quando una società americana, con l’uso di un sofisticato robot subacqueo, ha recuperato una tazza con la scritta Società di navigazione a vapore Italia , proprietaria della nave. La società americana Odissey Marine Exploration ha chiesto di potersi impossessare del relitto che sarebbe in acque internazionali. Il governo italiano chiaramente si oppone e la causa è ancora in corso. Ultima mossa italiana è stata quella di chiedere che l’Ancona, sebbene fosse una nave privata aveva finalità pubbliche, venisse dichiarata “organo di stato” ed il suo recupero venisse affidato allo stesso governo italiano.
L’imbarcazione, varata nel 1907, era lunga147 metri ed aveva un dislocamento di 8188 tonn. La velocità massima che poteva raggiungere era di 16 nodi e poteva contenere 2680 passeggeri.

A cura di Claudio Gallucci


       


 
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