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Uno stato indipendente al largo di Rimini
05 Novembre 2009
E’una storia davvero singolare quella accaduta al largo di Rimini circa 40 anni fa .
Era il 1 maggio del 1968, infatti, quando Giorgio Rosa, un bizzarro ingegnere bolognese, proclamò l’indipendenza di un’isola artificiale da lui stesso progettata e costruita negli anni precedenti. La struttura, che si trovava a circa 11 km di distanza al largo della costa riminese, fu chiamata Isola delle Rose. Su questa strana piattaforma in ferro posta di poco al di fuori delle acque nazionali venne proclamata uno “stato indipendente” con un proprio governo,una propria lingua ed una propria moneta. Vi fu addirittura emissione di francobolli. La lingua ufficiale adottata era l’Esperanto (lingua artificiale internazionale che non ha ottenuto popolarità) e in questa lingua l’Isola delle Rose veniva chiamata Insulo de la Rozoj. La dichiarazione di indipendenza della Repubblica dell’Isola delle Rose divenne presto un caso nazionale ed internazionale guardata da molti come un sogno di libertà da altri come un’opportunità economica. La curiosa costruzione divenne anche attrazione turistica in una Riviera Romagnola che stava conoscendo il suo boom. Parecchie invece le preoccupazioni dei politici e furono numerose le interrogazioni parlamentari in un periodo, il fatidico anno 1968, famoso per le rivolte studentesche. Lo Stato italiano decide quindi di intervenire e dopo 55 giorni dalla dichiarazione di indipendenza vi fu una vera e propria occupazione militare dell’isola e nel febbraio del 1969 la struttura venne minata dagli artificieri della Marina Militare. Anche dopo la sua distruzione, comunque, L’isola delle Rose fece parlare di sé e a questo sogno di libertà sono dedicati ancora oggi spettacoli teatrali, brani musicali, film e documentari. La scorsa estate a Rimini è stato presentato un film documentario intitolato Insulo de la Rozoj.La libertà fa paura realizzato da Cinematica.
A cura di Claudio Gallucci
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