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La Grotta dei Cervi nel Salento


08 Aprle 2010

Estremo lembo sud della Puglia, il Salento, è una penisola bagnata da Adriatico e Ionio e il tratto di costa adriatica situato tra Otranto e Santa Maria di Leuca è considerato uno dei più suggestivi della regione con le sue scogliere a strapiombo ed alcune grotte visitabili. Una di queste è la Grotta dei Cervi,un comprensorio di gallerie e cavità sotterranee sotto il livello del mare, che presentano interessantissime iscrizioni e dipinti vari risalenti al Neolitico (6000-4000 anni fa). Il complesso,soprannominato Cappella Sistina della preistoria, è il più importante sito di pitture rupestri d’Europa.
La grotta venne scoperta nel 1970 dal gruppo speleologico Pasquale De Lorentiis di Maglie, nei pressi di Porto Badisco, tradizionalmente considerato come il luogo dell’approdo di Enea in Italia.
Il nome Grotta dei Cervi deriva dal fatto che sulle sue pareti si vedono spesso rappresentazioni di scene di caccia al cervo e nei chilometri di pareti dipinte sono presenti anche i simboli ancora misteriosi che fanno pensare che la grotta fosse anche un luogo sacro destinato a riti d’iniziazione, danze tribali e riti propiziatori, un luogo dove custodire e trasmettere tutto il sapere “magico-religoso” di una popolazione.
Le figure rappresentate sulle pareti fra cui anche impronte di “mani preistoriche” si sono ben conservate grazie alle particolari e delicate condizioni microclimatiche della grotta. Le pitture sono state realizzate con ocra rossa e guanodei pipistrelli che frequentavano numerosi le grotte. Per preservare questo inestimabile patrimonio archeologico ancora oggi questo complesso di grotte non è aperto al pubblico. Per far conoscere le meraviglie della grotta si pensa alle più moderne trovate tecnologiche per poterne fruire,almeno, in maniera virtuale.

A cura di Claudio Gallucci


       


 
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